Esami di stato (2° ciclo). 1°

Esami di stato (2° ciclo). 1°

Novità (dal 2018-2019): un po’ alla volta.

La prima prova, come cambia.

Ecco il testo del Decreto appena approvato:
“La prima prova, in forma scritta, accerta la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua nella quale si svolge l’insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato. Essa consiste nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. La prova può essere strutturata in più parti, anche per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare della comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre che della riflessione critica da parte del candidato.”

Sottolineo:
“…redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito…….” (ed elenca otto ambiti).

Praticamente non si capisce niente: rispetto a oggi, potrebbe cambiare nulla o cambiare tutto.

E quindi, il Decreto si rimanda ad un atto successivo:
“Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono definiti, nel rispetto delle vigenti Indicazioni nazionali e Linee guida, i quadri di riferimento per la redazione e lo
svolgimento delle prove di cui ai commi 3 e 4, in modo da privilegiare, per ciascuna disciplina, i nuclei tematici fondamentali.”

Ribadisco: il Decreto appena approvato rimanda ad un altro Decreto per i chiarimenti necessari.
Poi, probabilmente, avremo le Ordinanze, le Circolari e le Note.
Le solite scatole cinesi della normativa italiana.

E comunque 1: significa ci sarà una discussione sulle tipologie testuali? O qualcuno deciderà se mantenere le tipologie attuali o come modificarle?

E comunque 2: sarà una prova unica per tutti i corsi di studio, o sarà diversificata?

La vera novità, per il momento, è questa:
“Al fine di uniformare i criteri di valutazione delle commissioni d’esame, con il decreto di cui al comma 5, sono definite le griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi previsti dall’articolo
18, comma 2, relativamente alle prove di cui ai commi 3 e 4. Le griglie di valutazione consentono di rilevare le conoscenze e le abilità acquisite dai candidati e le competenze nell’impiego dei
contenuti disciplinari.”

E comunque 3: le griglie saranno uniche per tutti i corsi di studio, o saranno diversificate?

E comunque 4: chi deciderà come sviluppare le questioni sopra elencate? Il Ministro? I Sottosegretari? I Dirigenti del Miur? I docenti universitari? Gli esperti?

In conclusione: la prima prova prevista dall’attuale Esame di Stato merita di essere ampiamente rivista, ma bisognerebbe partire da un’analisi seria, che non mi risulta sia stata fatta.

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