Ocse-Pisa, scuola italiana e politiche di governo.

Scuola, risultati Ocse-Pisa e politiche di governo.

scuola-democrazia

I risultati dei test Ocse-Pisa riattualizzano la rovina della scuola italiana. In realtà, chi voleva sapere, poteva sapere.
Attenzione: le radici del male sono profonde.
E questo è un male che non si combatte a chiacchiere e slogan.
Si dice che “non vogliamo scuola di serie A e di serieB”, ma queste scuole di serie A e B esistono da decenni: Nord vs Sud, Licei vs Prfessionali, per dirla alla grossa.
Sarebbe un errore grave attribuire i risultati negativi solo alle scelte degli ultimi governi e ministri (Gelmini e Giannini in particolare).
In realtà la situazione della scuola italiana presenta caratteristiche strutturali che nessuno ha voluto prendere davvero in considerazione: cicli e curricoli ancora sovraccarichi e confusi, poche attività laboratoriali, in molti casi troppe ore di lezione, insegnanti poco motivati, poco selezionati e poco retribuiti, edilizia fatiscente.
Non si vuole chiarire il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, e spesso si parte da un pregiudizio egualitaristico che penalizza i giovani più deboli e delle fasce sociali più deboli.
A partire dagli anni ’80, partiti e sindacati non hanno saputo fare un’analisi spregiudicata della situazione, e hanno pensato di affrontare il problema a colpi di:
– più materie
– più ore di lezione
– più insegnanti.
E la qualità non è mai migliorata, mentre la scuola ha perso la sua funzione di ascensore sociale (tranne che per gli immigrati).
Per questo motivo non si faranno passi in avanti, se non si fa una valutazione seria dell’operato della Gelmini (taglio di ore e curricoli) e della Giannini (alternanza scuola lavoro, aggiornamento dei docenti).
Certo, la L. 107 va profondamente rivista:
selezione e assunzione dei docenti; aggiornamento dei docenti; alternanza scuola lavoro; valutazione dei docenti.
Ma in quale direzione?
Personalmente ho un interesse puramente culturale alla direzione della Destra; mi preoccupa, invece, che senza direzione di marcia sia la Sinistra, che non può accontentarsi degli slogans di sempre.
E un’annotazione sul nuovo contratto e la retribuzione: l’ipotesi di una aumento di 85 euro lordi in più anni, senza arretrati ed erogati a piramide rovesciata (ipotesi gradita ai sindacati) costituisce un’ulteriore umiliazione dei docenti.
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