Se potessi avere 500 euro per l’aggiornamento…

500 euro agli insegnanti: per l’aggiornamento.

Un po’ di chiarezza.

euri

Premetto che, con l’Adi – www.adiscuola.it -, abbiamo svolto una analisi critica seria e costruttiva della legge 107, detta della “Buona scuola”; questo, per dire che non faccio parte dei sostenitori a scatola chiusa (come ho visto fare ad una assemblea del PD, a Giavera del Montello); anzi, abbiamo forti critiche e chiare proposte alternative.

Ma è certo: il governo Renzi ha invertito la rotta dei finanziamenti alla scuola, dopo anni di tagli (in parte necessari, in parte selvaggi, in parte colpevoli).

Nuovi finanziamenti arrivano alle scuole per le spese di funzionamento, altri per l’alternanza scuola lavoro, altri per i laboratori territoriali multifunzionali e altri ancora per l’aggiornamento degli insegnanti (la card con 500 euro annuali).

Senza dire della sistemazione di migliaia di insegnanti (una delle parti discutibili della riforma).

Chi ironizzava, deve fare i conti con la realtà.

Oggi giunge notizia che per quest’anno i 500 euro dell’aggiornamento verranno versati con lo stipendio; anche in questo caso alla faccia di chi ironizzava.

Ma erogarli sullo stipendio non è una buona cosa, anche perché in molti casi non verranno utilizzati per l’aggiornamento (e non si dica che tutti gli insegnanti si aggiornano, perché sappiamo tutti che non è vero).

Gli insegnanti, comunque, aspettano da anni il rinnovo del contratto di lavoro; per il momento vengono pagati in modo patetico, spesso anche umiliante (e se non ci fossero altre motivazioni, non avrebbe senso svolgere certe attività): lo stipendio, quindi, deve essere stabilmente integrato con il rinnovo del contratto (seria professionalità, seria valutazione, seria retribuzione)

Invece i 500 euro devono essere spesi per l’aggiornamento e quindi, giustamente, devono essere erogati con una card finalizzata.

Ma basta ironie: finalmente sulla scuola si interviene, e se non ci fossero state ridicole proteste pregiudiziali (a base di “deportazione”, incatenamenti, scioperi della fame e quant’altro), forse qualcosa di migliore l’avremmo portato a casa.

L’importante è riuscire a dare stabilità dinamica (culturale ed economica) ad un sistema scolastico da anni in bilico tra avventurismo, conservatorismo, populismo e incompetenza.

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