Protestare sì, ma per riformare la scuola, non per conservare l’esistente.

SCUOLA. Protestare?

Sì, per una riforma vera e profonda,

non per una restaurazione; e senza penalizzare gli studenti.

Bloccare i viaggi di istruzione: è una protesta vera?

Agenzie di viaggio:
non ne hanno un danno consistente, tanto è vero che molte non inviano nemmeno i preventivi richiesti.

Alberghi:
molti sono quelli che addirittura rifiutano i viaggi d’istruzione, per non avere fastidi.

Docenti:
sono soddisfatti quelli che bloccano i viaggi, ma gli altri rischiano di vedersi limitata la libertà di insegnamento.

Famiglie:
sono contente perché risparmiano le spese del viaggio e delle uscite didattiche.

Governo:
risparmia i soldi dei rimborsi ai docenti.

Scuole:
risparmiano migliaia di euro, utilizzabili in altre attività: acquisto materiale, corsi di recupero; in più, non hanno il problema di riorganizzare le attività quando i docenti sono assenti per viaggio d’istruzione.

Studenti:
sono danneggiati sul piano dell’apprendimento e della socializzazione con docenti e compagni
(se i viaggi hanno un’utilità didattica).

E quindi, chi viene danneggiato dal blocco dei viaggi d’istruzione?
1. gli operatori turistici (non tutti, ovviamente), che non sono “controparte” dei docenti;
2. glistudenti (tutti ), con cui i docenti dovrebbero essere solidali.

E chi ci guadagna?
1. i docenti che protestano, soddisfatti per avere protestato;
2. il governo, che vede ridotta l’area della protesta per la riduzione dei finanziamenti, visto che con il blocco dei viaggi ci sono dei risparmi;
3. le singole scuole, che si trovano un piccolo gruzzolo da redistribuire e con meno problemi organizzativi.

Allora:
1. se i viaggi d’istruzione sono una valida attività didattica, il blocco peggiora la qualità dell’offerta formativa e fa ricadere sugli studenti (cioè la componente già colpita e più indifesa) le conseguenze della protesta;

2. se i viaggi d’istruzione non servono (per cui si può dire che gli studenti non vengono molto danneggiati), il governo può ringraziare i docenti che bloccano per… avere eliminato degli sprechi, al fine di meglio utilizzare le risorse già scarse, e per avere garantito la continuità didattica alle classi che non vanno più in viaggio (e quindi non perdono giorni di scuola) e a tutte le altre che sarebbero rimaste per alcuni giorni senza docente.

Mah…..

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