Cosa va e cosa non va nelle riforme della Gelmini

Un po’ alla volta passano alcune novità; non tutte buone, non tutte cattive.

Bisognerebbe fare molto meglio, ma la Gelmini non conosce la scuola e non si fa aiutare da persone competenti. Forse per questo assistiamo ad un andirivieni di norme, per cui non capisce più molto.

Sono stati approvati alcuni nuovi regolamenti, che modificano l’assetto del sistema scolastico: il Regolamento sulla valutazione, il Regolamento per la riforma dei licei, il Regolamento per gli istituti tecnici e il Regolamento per gli istituti professionali

Regolamento sulla valutazione.

E’ un documento da modificare profondamente, ma bisogna farlo nel quadro di una riforma complessiva; di interventi-rattoppo siamo pieni, e hanno reso il sistema farraginoso e la legislazione incomprensibile.

Carenze principali:

1. l’inserimento del voto di condotta nel calcolo della media per l’assegnazione del credito penalizza il merito scolastico (esattamente l’opposto di quanto gridato dal Ministro ai quattro venti);

2. l’idea che per essere promossi o ammessi all’esame sia necessario avere almeno sei in tutte le materie produrrà effetti perversi:

a. se applicata davvero, la norma produrrà moltissimi bocciati e sarà una soluzione ridicola per vari motivi, ma soprattutto perché bisognerebbe far ripetere l’anno a studenti che hanno tutte le materie sufficienti (e anche più) e magari una sola insufficienza;

b. per non giungere a un numero esorbitante di bocciature, molte insufficienze verranno “alzate” e portate a sei: cioè i voti saranno falsificati, con un inganno generalizzato, e la beffa per chi il sei lo ha guadagnato davvero.

Molto meglio, allora, promuovere con il cinque: che rimanga segno della carenza, o che si possa ripetere l’anno solo nella disciplina insufficiente; ma ripetere l’anno anche nelle materie sufficienti è proprio ridicolo, oltre che uno spreco di risorse.

Riforma dei Licei: alcune buone cose, altre da correggere, ma bisogna valutare Liceo per Liceo, indirizzo per indirizzo; positivi, comunque, l’eliminazione delle sperimentazioni (mai verificate davvero) e il riordino dei percorsi formativi; positivo anche lo svolgimento delle ore di 60 minuti.

La riforma, però deve entrare in vigore gradualmente, a partire dalla prima classe, non dalla prima e dalla seconda contemporaneamente; tra l’altro, in alcuni percorsi di studio è proprio impossibile far partire la riforma dalla classe seconda: es. al liceo artistico tradizionale e negli Istituti d’arte (che scompariranno). E dove finiranno gli studenti che si ritrovano senza indirizzo (ancora gli istituti d’arte)? Non è stato un inganno averli indirizzati ad una scuola senza dire loro che quell’indirizzo sarebbe di colpo scomparso?

E’ un errore far scomparire gli Istituti d’arte; essi vanno recuperati nel qaudro della regionalizzaizone del sistema scolastico, nell’ambito dell’istruzione professionale.

Ma il sistema scolastico non viene regionalizzato, per cui resta la confusione tra formazione professionale regionale e istruzione professionale statale, che per certi aspetti si sovrappone alla Istruzione tecnica.

Insomma: una confusione che può essere superata solo regionalizzando la scuola, cioè applicando il Titolo V° della Costituzione.

Annunci

1 commento

  1. ma la legge riguardo la riduzione delle vacanze estive da 3 mesi a 4 settimane esiste?

    Mi piace


Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...