Qualche proposta per rinnovare la scuola.

Dalla newsletter dell’Adi

Associazione docenti italiani –  BOLOGNA

03-leger-jazz-varianteCosa chiediamo alla Befana

Cinque desideri espressi dall’ADi per il 2009

1) La ricomposizione dell’istruzione e formazione professionale attraverso la decentralizzazione del sistema scolastico

Vorremmo che questa nuova “pausa” nella riforma del 2° ciclo servisse quantomeno a ricomporre (non a integrare, parola assolutamente ambigua) l’istruzione professionale statale e la formazione professionale regionale.

Se la Lega, anziché rincorrere battaglie xenofobe contro l’immigrazione, si impegnasse e pretendesse la decentralizzazione di tutta l’istruzione alle Regioni, potremmo dire che ha reso un grande servizio alla scuola e alla Nazione, sconfiggendo i vetero, incalliti statalismi trasversali a tutti i partiti, ma radicati soprattutto nella sinistra e in AN.

Solo dando piena attuazione al Titolo V, e sottraendo la gestione di tutte le scuole allo Stato, si potrebbe ricomporre l’istruzione professionale statale e la formazione professionale regionale, evitando sterili separazioni e gerarchizzazioni.

depero-0242) La diminuzione del numero dei licei: da 6 a 3

6 licei sono troppi: artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico, delle scienze umane. Il nostro auspicio è che siano ridotti a 3.

Qualche proposta :
1) eliminare il liceo delle scienze umane, ex magistrale, un’istituzione per signorine démodées e non troppo smart, in ultima analisi offensivo per le donne,
2) accorpare il liceo classico e il liceo linguistico, una suddivisione anacronistica, in quanto basterebbe articolare questo liceo in due indirizzi: lingue classiche e moderne,
3) accorpare il liceo artistico e il liceo musicale, un solo liceo articolato nei diversi indirizzi artistici (non è arte la musica?)

02-johnson-jitterbugs-ii3) La conclusione della scolarizzazione a 18 anni

Perché ci si deve ostinare a scolarizzare ragazzi maggiorenni in una scuola tutta impostata per minorenni?

Quale perverso mammismo italico ci fa pensare che solo costringendo i giovani a stare sotto l’ala protettiva della scuola fino a 19 anni potranno diventare “maturi”? O è solo, come sempre, una questione d’intangibilità del “corpo mistico” della scuola, ossia dell’organico, a farci perseverare in questa vera e propria perversione? Sappiamo che è una battaglia persa, ma noi continueremo a batterci perché i maggiorenni abbiano la possibilità di lasciare i riti scolatici, per affrontare con più autonomia i successivi percorsi di studio o di lavoro.

28-pino-pascali-labbra-rosse-omaggio-a-billie-holiday-19644) La valorizzazione delle scienze e della tecnologia

In quale altro paese al mondo, un liceo scientifico attribuisce alle così dette materie umanistiche un peso maggiore rispetto a quello delle materie scientifiche?
In quale altro paese un liceo scientifico annovera fra le sue discipline una lingua classica, nella fattispecie il latino?

E’ davvero ora di dare definitiva sepoltura a Gentile e assegnare alla scienza e alla tecnologia, anche nella scuola, il ruolo che si sono conquistate nella società.

13-steinweiss-louis-earl5) Il varo dello stato giuridico degli insegnanti

Come non mettere nella lettera alla Befana anche la richiesta che sia varato lo stato giuridico degli insegnanti?

E’ questo uno dei punti irrinunciabili dell’ADi.
In un momento in cui la scuola dovrebbe cambiare, le questioni relative allo stato giuridico dei docenti sono argomenti assolutamente centrali. Anzi è proprio questo il terreno su cui si dimostra la volontà di trasformare la scuola.

L’istruzione pubblica è in primo luogo la funzione docente e la condizione giuridica (ed economica, ovviamente) del personale che espleta il servizio (come la giustizia è il giudice, ecc.): se non si procede ad una innovazione su questo piano, tutto il resto rischia di essere pregiudicato.

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