La scuola della Gelmini: tagli alla scuola pubblica e favori a quella privata e clericale.

La scuola della Gelmini: tagli e favori. E invece bisogna eliminare gli sprechi.

Riforma della scuola. La battaglia utile:
contro gli sprechi e contro i finanziamenti alla scuola privata.

Meno ore a scuola, meno materie, meno professori, meno presidi, meno DSGA, meno bidelli, meno impiegati, meno sprechi, meno tagli, meno soldi alle scuole private e religiose, meno professori di religione
PER AVERE
più preparazione degli studenti, più giustizia sociale, più approfondimenti, più alternanza scuola-lavoro, curricoli più flessibili, stipendi più elevati, professori più professionisti, presidi più responsabili ecc. ecc.

Da La Stampa.it
Tornano i fondi per le “private”

I vescovi: “Pronti a scendere in piazza”. Il governo recupera 120 milioni
ALESSANDRO BARBERA, GIACOMO GALEAZZI
ROMA
La Cei protesta per i tagli alle scuole paritarie, il governo risponde e prova a spegnere la protesta dei vescovi. Un emendamento alla Finanziaria stanzia 120 milioni di euro, appena dieci milioni in meno del taglio subito, ma senza vincolo di destinazione: sarà il ministro dell’Istruzione Gelmini a decidere se assegnarli tutti alla scuola privata oppure se dividerli con la scuola pubblica. Tutto è accaduto ieri: monsignor Bruno Stenco, direttore dell’ufficio Cei per l’educazione attacca di buon mattino e minaccia addirittura una protesta dei cattolici in piazza, proprio nel giorno in cui la Commissione Bilancio si appresta a chiudere i lavori.

I tagli della manovra «aprono una «crisi» con il governo e presto «le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese. Non ci aspettavamo nessun taglio, al contrario degli incrementi, come prevede la legge sulla parità scolastica. Mettere quegli istituti nel capitolo degli sprechi da tagliare è inconcepibile», accusa. Di lì a poco il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas bloccherà la protesta: «Possono stare tranquilli e dormire su quattro cuscini. C’è un emendamento del relatore che ripristina il livello originario dei fondi per le scuole paritarie».

In effetti, nel primo pomeriggio spuntano 120 milioni genericamente a favore del ministero dell’Istruzione. Sarà la Gelmini, «di concerto con i dicasteri degli Affari regionali e dell’Economia, a valutare, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Finanziaria, a chi destinare i fondi». Ora il provvedimento dovrà tornare alla Camera, ma è probabile che i fondi vadano alle scuole parificate, visto che sia la maggioranza che il Partito democratico, sin dal mese scorso, quando la manovra era ancora alla Camera, avevano tentato di convincere il governo a ridimensionare un taglio molto più pesante di quello che subirà la scuola pubblica. Dice il coordinatore del governo ombra Enrico Morando: «Avevamo tentato di convincere la maggioranza l’ultima volta all’inizio della settimana, perché il taglio è obiettivamente sproporzionato. Rispetto a una riduzione di poco superiore all’1% per la scuola pubblica, le parificate avrebbero dovuto rinunciare ad un terzo dei fondi».

I numeri in effetti parlano chiaro: la scuola pubblica, a fronte di un bilancio da 50 miliardi di euro l’anno, il prossimo anno dovrà rinunciare a meno di 500 milioni, più o meno ciò che fino a quest’anno hanno avuto le scuole private: un taglio di 130 milioni sono più di un terzo delle risorse.
Alla Camera Gabriele Toccafondi, deputato Pdl di area Cl, aveva fatto firmare un emendamento da cinquanta deputati fra i quali Simonetta Rubinato del Pd. Ma in quei giorni le piazze erano piene della protesta dell’Onda e il governo temeva di far salire la tensione. «Credo che la protesta della Cei li abbia convinti a superare le ultime resistenze», ammette Toccafondi. Del resto l’attacco della Cei per bocca di Stenco era stato frontale: «Questi tagli aprono una crisi molto profonda». «Il contributo dello Stato serve a malapena a pagare gli stipendi dei nostri insegnanti. Nel 2008 ripete la stessa manovra del 2004: taglia per tre anni consecutivi 130 milioni di euro alla scuola cattolica. È un film già visto, si continua a colpire il sistema paritario».

Ora il provvedimento dovrà tornare alla Camera: se maggioranza e opposizione si troveranno unite nel difendere il principio di destinare tutti i fondi alle scuole private, non ci saranno ulteriori intoppi. «Non vorrei, però, che dall’una o dall’altra parte prevalgano le spinte ideologiche», dice il Pd Pierpaolo Baretta, che vorrebbe destinare parte di queste risorse per ridimensionare i tagli alla scuola pubblica.

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...