I numeri della scuola

I numeri della scuola italiana. Conoscere per decidere.

LA SCUOLA IN CIFRE 2007

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

 

Il numero di studenti per docente

Negli ultimi dieci anni il numero di studenti per docente è rimasto sostanzialmente stabile,oscillando intorno al valore di 11 studenti per docente. Nel 1995/96 l’indice si attestava a 10,9, oggi è di poco superiore, pari a 11.1. Il lieve aumento è dovuto a variazioni più accentuate nelle secondarie di I e II grado (rispettivamente da 10,2 a 10,7 e da 10,9 a 11,3), mentre negli altri ordini di scuola le variazioni, in più (scuola primaria), o in meno (scuola dell’infanzia) sono più contenute. Tra i diversi livelli scolastici il rapporto più elevato si registra nella scuola dell’infanzia dove c’è un insegnante ogni 12 bambini, mentre il minimo si ha nella scuola secondaria di I grado (poco meno di 11 studenti per docente). Occorre precisare che l’indice tiene conto dei soli insegnanti impegnati nelle lezioni in classe e, a tal fine, è calcolato con riferimento ai posti in organico (v. Nota metodologica). Dal confronto con alcuni paesi europei emerge che il valore nazionale è uno dei più bassi a livello europeo (Graf. 1.3.2). Nel

Regno Unito, ad esempio, per ciascun docente ci sono in media circa 17 studenti, 6 di più che per un docente italiano.

Il minor numero di studenti per docente non è la sola differenza con i contesti organizzativi scolastici degli altri paesi. Altre significative differenze intercorrono in particolare per quel che riguarda le dimensioni delle classi, il tempo d’istruzione destinato agli studenti, le condizioni di lavoro dei docenti definite contrattualmente.

Il numero di ore di insegnamento frontale dei docenti italiani è più basso rispetto a quello dei loro colleghi europei. Posto  uguale a 100 l’ammontare delle ore in Italia, quello della media europea risulta superiore di 10 punti percentuali nella primaria, di 11 nella secondaria di I grado e di 7 nella secondaria di II grado. Di rilievo appaiono gli scostamenti rispetto ad alcuni paesi. Nel Regno Unito, ad esempio, nella scuola secondaria inferiore e superiore, le ore di insegnamento frontali superano di circa 50 punti percentuali quelle svolte in Italia; con la Germania il distacco è del 26% di ore in più nella secondaria inferiore e del 19% nella superiore (Tav.1.3.4)

L’indicatore ‘numero medio di alunni per classe’ (Graf.1.3.3) evidenzia che in Italia i docenti svolgono le loro attività in classi di norma meno numerose rispetto agli altri paesi. Nei paesi dell’Unione Europea il numero di alunni per classe nella scuola   primaria è mediamente uguale a 20 (22 nell’area OCSE), laddove in Italia l’indice scende a 18 alunni per classe. Valori uguali o

minori si osservano soltanto in Lussemburgo (16 alunni per classe) e in Portogallo. La stessa situazione si riscontra nella secondaria inferiore dove, a livello europeo, gli alunni per classe sono mediamente 22 (24 nell’area OCSE) mentre a livello nazionale le classi di secondaria funzionano mediamente con 21 alunni.

I nostri studenti, in generale, hanno un carico di lezioni annuale più elevato rispetto a quello dei loro coetanei europei (Tav. 1.3.4). In Europa il dato si mantiene inferiore a quello italiano per tutte le età fino a 15 anni. In particolare, nelle fasce di età comprese tra 7 e 8 anni, posto pari a 100 il numero delle ore di lezione in Italia, la media europea risulta inferiore di circa il

18%, e di circa il 12% nella fascia di 9-14 anni.

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