Dalla “teoria del cacciavite” di Fioroni alla “teoria del tagliaunghie” della Gelmini.

Una nuova materia alle Superiori: “Cittadinanza e Costituzione”.

Tutti coloro che di scuola sanno poco, pensano sempre ad introdurre nuove materie di studio: ma ce ne sono già troppe.

Non solo un errore, ma un danno: basta con gli interventi estemporanei!

 

Le forze politiche (forse consapevoli della loro pochezza) hanno rinunciato a riformare la scuola, e preferiscono intervenire con provvedimenti parziali; sono state messe in soffitta le ambizioni di riforma sistemica dei ministri Berlinguer e Moratti, ed è stata lanciata dal ministro Fioroni la “teoria del cacciavite”: interventi specifici di modesto rilievo, con forte impatto mediatico (ad esempio la cosiddetta “riforma” degli Esami di Stato e il ritorno agli esami di riparazione: si torna sempre indietro, facendo credere di andare avanti, mentre l’Europa va avanti davvero).

 

Adesso sta facendo scalpore il disegno di legge Gelmini-Berlusconi che reca “Disposizioni in materia di istruzione, università e ricerca”.

Questo ddl interviene su vari aspetti disomogenei del sistema formativo (anche modificando parti di leggi vigenti, in questo modo aumentando la non poca confusione); io voglio soffermarmi solo sull’articolo 1, che introduce nella scuola superiore una nuova disciplina: “Cittadinanza e Costituzione”, 1 ora alla settimana, collegata (non si è capito in che modo) alle discipline umanistiche, con specifica valutazione. Non sono ancora noti i contenuti della nuova materia di studio.

L’introduzione della nuova disciplina sembra legata alla lotta al bullismo (come l’introduzione del voto di condotta e, io credo, anche del grembiule).

Verrebbe da dire che la teoria del “tagliaunghie” ha sostituito quella del “cacciavite”: la scuola tra moda e ordine pubblico.

 

Per tornare al merito, ritengo che l’introduzione di una nuova disciplina sia non solo sbagliata, ma addirittura dannosa, per i motivi che rapidamente elenco:

  1. i curricoli della scuola superiore sono già gravati da un numero enorme di materie e di ore settimanali di lezione; in Italia il problema è proprio quello di ridurre le materie e le ore di lezione, puntando sul rafforzamento  uno “zoccolo duro” di competenze, attraverso lo studio di un numero ragionevole di materie in un numero ragionevole di ore settimanali di lezione;
  2. è ormai risaputo che gli alunni con una preparazione migliore sono quelli che frequentano con assiduità corsi di studio con non troppe ore di lezione a scuola e parecchie ore di studio individuale;
  3. la nuova disciplina “Cittadinanza e Costituzione” risponde ad una esigenza estemporanea (di chi?), ed è priva di uno statuto epistemologico, cioè di una sua struttura scientifica di ricerca e sviluppo, oltre che di contenuti oggettivamente riconoscibili;
  4. se il problema è di diffondere la cultura del rispetto di se stessi, degli altri e della cosa pubblica, ciò deve competere a tutti i docenti e a tutte le discipline; del resto in tutte le scuole (o quasi) già si svolgono interventi di educazione alla legalità, alla sessualità, contro le dipendenze di vario tipo, sui lager, sulle foibe, sulla mafia; e se queste iniziative non hanno i risultati previsti, non sarà certo introducendo una nuova materia che si risolveranno le cose; evidentemente bisogna ripensare tutto;
  5. anzi, l’introduzione di questa disciplina costituirà un ulteriore alibi per non definire e perseguire obiettivi trasversali alle varie discipline in tema di “Cittadinanza”;
  6. tra l’altro, in molti corsi di studio, ormai, vi è l’insegnamento di Diritto: serve un doppione, magari  “moralistico”?
  7. un’ora settimanale (talvolta di cinquanta minuti) è cosa ridicola, in classi di 25-27-29 alunni, per di più con l’obbligo di dare una valutazione; oltre tutto quest’ora sarà sottratta a qualche altra disciplina, con il bel risultato di ridurre l’approfondimento laddove è possibile, per avere in cambio un’ora di “quasi nulla” alla settimana, ma con un voto “sommario” in più, che inciderà sul credito scolastico.

Voglio farla breve. Credo che le esigenze mediatiche stiano travolgendo, come il Ministro Fioroni, anche il ministro Gelmini.

Almeno Berlinguer e la Moratti ebbero il coraggio indicare un orizzonte; negli ultimi anni, invece, si cerca il facile consenso dei giornalisti e di un’opinione pubblica superficiale e disinformata.

Bisognerebbe forse accettare l’idea che non basta essere andati a scuola o avere figli e nipoti che la frequentano, per saperla riformare; forse ci sono delle competenze specifiche che bisognerebbe interrogare e rispettare.

E in ogni caso, prima di introdurre nuove materie, bisogna partire dalla valorizzazione dei docenti i quali tutti devono essere in grado di insegnare i valori della cittadinanza. E anche su questo devono essere anche valutati (oltre che, ovviamente, pagati).

E bisognerebbe chiedersi – infine – se per il rispetto della Costituzione risulti più utile un’oretta di lezione alla settimana (come Religione, ma metà di Educazione fisica), o risulti più dannoso il “dito medio” ostentato dal Ministro Bossi.

Giampaolo Sbarra (Treviso più Europa)

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