Berlusconi-Benedetto XVI: affossare la scuola statale, finanziare la scuola cattolica.

Non dobbiamo starci: aprire il fronte della laicità.

 

1.      Per una scuola statale e regionale di qualità, adeguatamente finanziata.

2.      Contro finanziamenti alla scuola privata (cattolica, islamica, mussulmana, , laica ecc.).

3.      Contro l’invadenza del sindacato.

4.      Per la valorizzazione dei docenti professionisti (e non impiegati).

5.      Per la valorizzazione del merito tra studenti e docenti.

6.      Per il controllo trasparente dell’attività di chi opera nella scuola.

 

Se non pretendiamo una scuola statale-regionale di qualità, vincerà la scuola confessionale.

Il PD è già sulla cattiva strada.

 

 

Da Repubblica.it

Berlusconi da Benedetto XVI: “Tra noi collaborazione costruttiva”

Le promesse del Cavaliere: “Soldi alle scuole cattoliche”


di CLAUDIO TITO

ROMA – “Non abbiamo più bisogno di legittimazioni. Sanno cosa possiamo dare. Siamo come la vecchia Dc, che non doveva spiegare da che parte stava”. Quando è tornato a Palazzo Grazioli dopo il colloquio con Benedetto XVI, Silvio Berlusconi sprizzava felicità da tutti i pori. Allo staff riunito a Via del Plebiscito per preparare l’intervento di oggi al convegno dei giovani industriali, ha raccontato come in una “differita televisiva” ogni singolo passaggio dell’incontro in Santa Sede. Si è detto sicuro di aver “convinto” le gerarchie ecclesiastiche. E soprattutto ha paragonato il Pdl alla “Balena bianca” che per quasi 50 anni ha rappresentato il punto di riferimento del Vaticano.Così, prima con il Pontefice e poi con il segretario di Stato Tarcisio Bertone, si è speso in prima persona per fornire le massime “garanzie” sulle decisioni del governo su alcuni temi “sensibili”: come la scuola cattolica, la tutela della famiglia, la legge sulla procreazione assistita e anche quella sull’aborto. Ad ogni argomento sollevato dai suoi interlocutori, ha risposto con un “possiamo farlo”. Tanto da mettere sul tavolo dei due colloqui questioni delicate come il “quoziente familiare” e i fondi (buoni-libri) per parificare l’istruzione cattolica e renderla – come già stabiliva la riforma Berlinguer – “scuola pubblica non statale”.

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