Seminario internazionale ADi

SEMINARIO INTERNAZIONALE - 2012

ADi – Associazione Docenti italiani

Bologna 24 e 25 febbraio 2012

Sala della Biblioteca di San Domenico Piazza San Domenico 13

O la scuola o lavita

Gli studenti questi sconosciuti – Strategie per un incontro possibile

Per iscriversi: www.adiscuola.it

Conservatori sempre in prima linea

Scuola e università: non appena si accenna all’ipotesi di un cambiamento, i conservatori tornano sulle barricate.

Qualche giorno fa si è discusso dell’ipotesi di anticipare di un anno l’uscita dei giovani dalla scuola superiore (volgarmente: i licei di 4 anni): rivolta di tutti gli adoratori del “Corpo Mistico dell’Organico” (definizione di Rosario Drago).

Si sa: più anni di scuola, più materie e più ore significa più personale; non importa con quali risultati; anzi, in molti casi i risultati non devono essere misurati: sarebbe una intollerabile violenza contro la libertà dei lavoratori.

Adesso qualcuno ha accennato all’ipotesi di eliminare il valore legale del titolo di studio: nuova rivolta, intanto degli studenti della Rete della conoscenza (Da Tuttoscuola.com: Un comunicato della Rete della conoscenza, che raggruppa l’unione degli studenti, Link e altre organizzazioni, informa che questa mattina, in occasione della visita del ministro Profumo alla scuola Fabrizio De Andrè di Roma, gli studenti di Link hanno interrotto la conferenza stampa del Ministro srotolando uno striscione con la scritta  “Titolo di studio o carta straccia?” … Il Governo non tocchi il valore legale del titolo di studio” è lo slogan della manifestazione. (…)  In particolare, prosegue la nota, “Non accettiamo che si utilizzi l’abolizione del valore legale del titolo di studio per legittimare quello che sempre più sta avvenendo: una svalutazione delle università pubbliche in particolare quelle delle regioni del Sud e la creazione di pochi centri di eccellenza, magari privati, costosi e per pochi”.
Altre azioni di protesta sono previste già oggi in varie città tra cui Bari, Napoli e Torino.

Come se molti titoli di studio non fossero già oggi carta straccia, generalmente nelle mani dei ceti sociali più deboli!

Resto sempre sorpreso dalla tenacia con cui proprio coloro che dovrebbero pretendere proprio un cambiamento spesso si impegnano nella difesa del tempo andato (buon?), non appena si presenta una sia pur lontana ipotesi di trasformazione.

Ormai, molti studenti e molti docenti non sono solo conservatori, ma addirittura restauratori (cioè vogliono tornare all’università e alla scuola di prima della Gelmini. Ma erano una scuola e un’università da difendere e conservare o da cambiare?).

Ricordo le parole del sociologo francese François Dubet: “Nei docenti si è prodotta una terribile alleanza fra radicalismo politico e conservatorismo pedagogico: più sono trotskisti più sono conservatori.

E questo non vale solo per la scuola.

La scuola da Gelmini (destra) a Profumo (tecnico) a ??? (sinistra).

Il Ministro della Pubblica Istruzione ha enunciato i suoi progetti; ancora generici, ma interessanti.

Adesso non ci sono più il Cavaliere e la Gelmini, meglio così, per la scuola; ma la sinistra e il sindacato non possono più scagliarsi impunemente contro il governo; al contrario devono dare voce ad un progetto per la scuola e l’università.

E questo progetto non può essere di semplice restaurazione, anche perché la scuola pre-Gelmini era tutt’altro che “buona e giusta”, ma era catterizzata da una serie di squilibri intollerabili.

Fino a ieri, quindi, bastava salire sui tetti per gridare “vergogna!”; oggi bisognerebbe avere idee per indicare un nuovo modello di scuola che non può essere fatto di generiche parole d’ordine, ma deve indicare scelte vere (curricoli, docenti, spazi, decentralizzazione, dimensionamento, autonomia, finanziamenti, rapporto con enti esterni, finanziamenti, dispersione, organi di governo, rapporto con il mondo del lavoro ecc.).

Ma PD, SEL, IDV e Terzo polo hanno un’idea (di governo) della scuola da proporre ai cittadini? Oppure condividono il pensiero del ministro Profumo, o pensano di sopravvivere ancora criticando anche Monti e quindi rinviando le scelte necessarie?

Anche qua la politica si gioca il recupero della sua dignità e del suo ruolo.

La scuola del Ministro Profumo

Da Tuttoscuola.com

Il programma del ministro Profumo per istruzione e formazione
Cinque obiettivi strategici e dieci interventi prioritari

(…) il ministro Profumo ha enunciato con precisione quali sono gli obiettivi strategici e le conseguenti azioni prioritarie che il governo intende perseguire in materia di istruzione e formazione.

Cinque sono gli obiettivi strategici:

a) Rafforzare le competenze di base dei giovani;

b) Valorizzare la professionalità dei docenti;

c) Valorizzare l’apprendimento in una pluralità di contesti;

d) Far dialogare i sistemi di istruzione, formazione e lavoro per il rilancio della cultura tecnica e scientifica e il sostegno all’occupazione;

e) Promuovere e sostenere l’innovazione digitale nella scuola.

Dieci, invece, sono le conseguenti azioni prioritarie:

a) Rilancio e sviluppo dell’autonomia nelle scuole (Organico funzionale; Reclutamento; Mobilità; Revisione del regolamento di contabilità delle scuole).

b) Un nuovo modello di governance del servizio scolastico (Conferenze territoriali per l’autonomia/Reti; Nuovi organi collegiali di istituto e territoriali; Legge quadro sul diritto allo studio; Integrazione, orientamento e sostegno).

c) Indicazioni nazionali e curricula (valorizzazione degli elementi portanti della tradizione della scuola italiana con adeguamento alle esigenze educative dellenuove generazioni; Continuità educativa dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria e alla formazione professionale; Nuove tecnologie didattiche per i cosiddetti “nativi digitali”).

d) Sviluppo della professionalità dei docenti (Nuove modalità di formazione iniziale; Tutoraggio intra e inter-scolastico e azioni formative mirate; Carriera dei docenti).

e) Sviluppo del sistema nazionale di valutazione (Valutazione come controllo della qualità del sistema e suo miglioramento in un contesto di piena trasparenza e a sostegno dell’innovazione delle scuole autonome, in linea con le migliori esperienze internazionali).

f) Recupero delle aree scolastiche più compromesse (Interventi specifici di rafforzamento delle conoscenze e competenze irrinunciabili, ai fini della riduzione dell’insuccesso formativo, dispersione e abbandono scolastico, anche attraverso l’apertura delle scuole per tutto l’arco della giornata e il supporto di personale esperto, attuati in sinergia con il Ministero della Coesione territoriale per l’immediato recupero della capacità di spesa delle regioni meridionali più carenti).

g) Integrazione tra i sistemi di istruzione, formazione e lavoro per il rilancio della cultura tecnica e scientifica e il sostegno all’occupazione (Semplificazione dell’offerta formativa, miglioramento dell’orientamento dei giovani al mondo del lavoro e delle professioni; Definizione di un sistema nazionale per l’apprendimento permanente; costituzione di Poli tecnico-professionali; Rafforzamento degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) con miglioramento dell’integrazione pubblico/privato; Rafforzamento della cooperazione con gli Enti territoriali; sostegno alla mobilità territoriale dei giovani attraverso stage, tirocini e altre esperienze di studio/lavoro in altri Paesi).

h) Promuovere il merito e l’eccellenza (Costituzione della Fondazione per il merito, ai fini della gestione del relativo Fondo con lo scopo di promuovere l’eccellenza e il merito fra gli studenti universitari; Borse di studio e prestiti d’onore, anche in forma mista, ai neodiplomati della scuola secondaria superiore selezionati in base alla prova nazionale standard dell’Invalsi).

i) Edilizia scolastica e messa in sicurezza degli edifici scolastici (Iniziative di intervento sia per la costruzione di nuovi edifici, sia per mettere in sicurezza edifici che mancano dei requisiti minimi).

l) Scuola paritaria nel sistema pubblico di istruzione (Semplificazione delle modalità di finanziamento).

La rivoluzione è già finita: tutti in gita!

Anno scolastico 2011-2012

 

Tutti in

La rivoluzione è già finita: tutti in gita!

 

 

INVALSI 2012

USCITE LE DATE DI SVOLGIMENTO DELLE PROVE.

Ci sarà una nuova rivoluzione?

Aspettiamo i berlusCones e i berlusCobas:

uniti nell’affossamento della scuola pubblica.

(vai al Link)

Invalsi e Pisa: avanti con i test comparativi.

Tratto da Tuttoscuola.com

Abravanel: Occorre estendere subito i test Invalsi alla maturità

Da Roger Abravanel, autore del volume Meritocrazia: Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto, arrivano oggi un rimpianto e un appello. Il rimpianto è quello di “non aver esteso i test Invalsi alla maturità” e l’appello è per il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: “Cosa è necessario fare per evitare anche il prossimo anno lo scandalo dei 100 e lode, estendendo il test Invalsi alla maturità e successivamente creando il ‘fondo per il merito’ già approvato dalla legge per allocare borse di studio private e pubbliche ai migliori giovani italiani?

In effetti, il manager italiano sulle colonne del Corriere della Sera (Benvenuti al Sud (con cento e lode) parte dalle indiscrezioni secondo le quali “al Sud i 100 e lode continuano ad essere il doppio che al Nord, la Calabria continua a battere ogni record con un liceo che ha venti 100 e lode mentre i migliori licei del Nord e del Centro ne hanno uno o due”.

Secondo Abravanel, la maturità sarebbe “il momento chiave in cui queste misurazioni dovrebbero essere fatte (in Usa, il test principale creato 80 anni fa, il Sat, si fa solo alla maturità) perché serve a dare una misura obiettiva del merito per selezionare chi va alla università e indirizzarlo”. Ma purtroppo, “i 400 milioni in borse di studio amministrate dalle Regioni (non dal ministero, così prevede la normativa)” sono erogati solo formalmente sulla base del merito. In realtà, l’assegnazione delle borse di studio è regolata da due criteri: il “reddito dei genitori, che è falso nel caso di un italiano su due”, e i “risultati conseguiti, è basato sui voti che però sono anche essi, come visto (l’autore si riferisce alle performance sospette degli studenti meridionali e calabresi NdR), falsi, per cui queste borse di studio vanno a mediocri figli di evasori fiscali”.

La ricetta per Abravanel può essere una sola, “un test standard alla fine delle superiori, se integrato con quello attuale introdotto al secondo anno, può dare una misura obiettiva della qualità dell’insegnamento in quel liceo o in quell’istituto tecnico. Non solo ma se esistesse il test e i 400 milioni di borse di studio andassero agli studenti migliori, avremmo anche una misura obiettiva della qualità delle università: le migliori sarebbero quelle dove vanno gli studenti migliori. E la riforma della università, che tenta di valutare a fatica gli atenei per distribuire i finanziamenti pubblici in senso meritocratico, ne riceverebbe un impulso determinante”.

La riflessione dell’autore di Meritocrazia si conclude con una suggerimento ai genitori, che, secondo Abravanel, “prima di iscrivere i propri figli a settembre, dovrebbero richiedere i test Invalsi della scuola a cui intendono iscrivere i ragazzi e paragonarli a quelle di altre scuole e alla media della propria città. I dati oggi esistono, dovrebbero essere resi trasparenti e prima o poi avverrà, nell’attesa richiediamoli e nessuno può vietarci di conoscerli”.

Valutare si può. E si deve.

Dopo le sterili polemiche sulle prove Invalsi,

polemiche attivate dalle componenti più retrive del mondo scolastico,

ecco una nuova interessante notizia:

Germania: la valutazione delle scuole assegnata ai singoli Länder.

(da www.adiscuola.it)

Leggere per credere.

Invalsi: dopo le polemiche dei BerlusCobas, si va avanti.

A forza di demagogia, il ribellismo conservatore e il clericalismo reazionario

possono danneggiare la scuola pubblica.

Per qualche spunto sulle prove standardizzate, leggere questo intervento su lavoce.info:

L’INVALSI È DEMOCRATICO

di Erich Battistin e Antonio Schizzerotto 19.05.2011

 

 

Invalsi, Berlusconi, Cobas: boicottare la scuola pubblica.

Berluscones e Berluscobas:

la strana alleanza per la dequalificazione della scuola pubblica.

Il Triangolo dell’affondamento della scuola pubblica

Boicottare le prove Invalsi? BerlusCobas contro la scuola pubblica.

 Sistema nazionale di valutazione – Le prove Invalsi alle Superiori

Il governo le ha organizzate male, i Cobas le boicottano peggio.
Scuola pubblica: dopo gli anni dell’immobilismo, arrivano quelli dell’affondamento
 

Dal Triangolo dell’Immobilismo (clicca qui) al Triangolo dell’Affondamento.

 Morale della favola?

Non lasciamo la scuola in mano alla Lega, al PDL e ai Cobas

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.